Centro Ricerche di Storia e arte - Bitonto
Antonio Amendolagine, Gazzetta del Mezzogiorno, 3 settembre 1968.

Il Centro ricerche di Storia e Arte  – Bitonto è, da oltre 50 anni, un’associazione culturale dedita alla ricerca, dello studio, della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico, architettonico, demoetnoantropologico, musicale e ambientale del territorio di Bitonto e non solo.

Si costituì ufficialmente a settembre del 1968 (nell’immagine, l’articolo scritto sulla Gazzetta del Mezzogiorno, da Antonio Amendolagine il 3 settembre di quell’anno), alla presenza del sindaco Franco Gesualdo.

Promotore dell’iniziativa fu Antonio Castellano, direttore del sodalizio. Primo presidente, eletto all’unanimità, Stefano Milillo. Il primo consiglio direttivo fu, inoltre, formato da Gianna Sammati, vicepresidente, Gaetano Muschitiello, amministratore, Pasqualina Vacca e Mario Moretti, componenti.

Primo degli eventi organizzati dal Centro, una mostra sul tema “L’ulivo nella storia, nell’arte e nell’economia di Bitonto”, nel novembre del 1968.

Studi Bitontini

Primo traguardo del Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto fu l’avvio della sua avventura editoriale. Nell’aprile del 1969 fu pubblicato il primo numero di Studi Bitontini, il quaderno del sodalizio. Inizialmente con pubblicazione quadrimestrale, poi diventata semestrale, Studi Bitontini fu registrata al Tribunale di Bari il 23 ottobre 1970 (autorizzazione n.391). Un’avventura editoriale che, dopo oltre cinquanta anni, continua ancora oggi e, assieme a ‘Archivio storico pugliese’, detiene il primato per longevità nell’ambito delle riviste culturali pugliesi.

Studi Bitontini
Copertina del primo numero di Studi Bitontini, edito nel 1969
Museo della civiltà contadina
Antonio Amendolagine, Gazzetta del Mezzogiorno, 3 settembre 1968.

Spazi della Memoria

Il Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto custodisce, all’interno della sua sede nella chiesa di San Giorgio, un ricchissimo patrimonio fatto da circa 6mila manufatti raccolti in più di cinquanta anni di attività di promozione e di valorizzazione dei beni culturali. Un patrimonio in mostra nel museo “Spazi della Memoria“, esposizione che racconta la storia di Bitonto dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento con sezioni tematiche dedicate al ciclo colturale dell’olivo, pianta identitaria della città e del territorio, alla produzione del vino e alla civiltà contadina con focus sulla religiosità popolare e sull’arredo  domestico.

La sua storia iniziò già negli anni Settanta, quando fu raccolto un primo nucleo di strumenti di lavoro.

Ad ottobre del 1998, in occasione della Festa dell’Oliva, nell’atrio dell’ex seminario, il Centro Ricerche, in collaborazione con il gruppo  giovanile “La Maja” allestì una mostra di strumenti agricoli tradizionali e di oggetti domestici raccolti negli anni. Ma il museo vero e proprio nacque nel gennaio 2006.

Fu allora che fu presentato alla città il museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni popolari “Spazi della Memoria”, poi trasferito, il 24 gennaio 2007, a San Giorgio.

Il 27 gennaio 2012 viene presentato il museo definito in tutte le sue sezioni.

Biblioteca “Donato Antonio De Capua”

Nel 1980, a cinque anni dalla scomparsa dello storico Donato Antonio De Capua, il Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto intitolò a lui la sua biblioteca che, oggi, conserva al suo interno oltre 8mila volumi che contemplano diverse discipline, tra cui archeologia, ambiente, architettura, arte, demologia, dialettologia, musica, storia, storia di Bitonto e tanti altri argomenti. Oltre a volumi e a raccolte enciclopediche, trovano collocazione i “Codici Diplomatici Baresi”, alcune tra le più prestigiose riviste umanistiche pugliesi e italiane, atti di convegni, tesi di laurea. Ci sono inoltre opere rare e di pregio di alcuni autori locali, come Vitale Giordano e Francesco Mele.

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