
Una donazione di valore storico per il museo “Spazi della Memoria”
Una nuova donazione impreziosisce la già nutrita esposizione museale “Spazi della Memoria”, allestita dal Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto per fornire testimonianza dell’antica civiltà contadina e delle tradizioni popolari di Bitonto e del territorio pugliese. Ad arricchire una collezione che vanta già oltre 6mila manufatti, un tornio, pialle di varie dimensioni, punteruoli e tanti altri attrezzi appartenuti al maestro d’ascia Antonio Liso, nato a Bitonto il 19 novembre 1887. Tutta la strumentazione, un patrimonio di indiscusso valore per la storia dell’artigianato del legno, è stata donata dal nipote omonimo. Il materiale è in attesa di essere inventariato, custodito negli ambienti di pertinenza della chiesa di San Giorgio, sede sociale del Centro Ricerche. Un museo realizzato grazie alle donazioni di soci e simpatizzanti in 57 anni di storia del sodalizio. Oggi meriterebbe una sede più idonea, in grado di ospitare la nutrita esposizione e di ospitare in sicurezza i visitatori.

Centro Ricerche di Storia e Arte: “Non un ulivo in meno”
Intus poma virent. Extra florescit oliva. «Dentro verdeggiano gli alberi fruttiferi, fuori lussureggia l’ulivo» (BCB Mss. A13, c.383). Così Giovanni Francesco Sylos, che nel 1682 rapporta il suo ‘pomario’ al più ampio contesto paesaggistico dell’agro Bitonto. Così il Centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto, che, nell’attuale situazione emergenziale del paesaggio olivicolo, chiama ad una scelta di responsabile civismo e di doverosa tutela. Il paesaggio, infatti, è una combinazione non replicabile tra elementi naturale ed elementi antropici. È memoria e proiezione. È identità ed eredità. Il paesaggio siamo ‘noi’. Il ‘noi’ di Bitonto è il reticolo di strade che, dal centro pulsante dell’abitato urbano, si irradia in forma tentacolare verso l’agro; è la cattedrale romanica intorno a cui gravitano, come satelliti, chiese, palazzi nobiliari e sottani senza luce, poveri di arredi, ma ricchi di una umanità operosa, con le mani sporche di terra; è la geografia dei pagliari, delle neviere e delle torri che assicurano riparo, ristoro, difesa al di là della cinta muraria; è il sistema dei trappeti, dei palmenti e dei mulini, cantieri di produttività per una popolazione che profuma di olio, di vino, di pane. Il racconto dei beni culturali di Bitonto e del nostro ‘noi’ potrebbe continuare. Ma si ferma qui. Non si può tacere, invece, il valore dell’ulivo, pianta di identità e di comunità, veicolo di benessere e garanzia di libertà. A questo antenato vegetale, che si fa giovane rampollo nelle pieghe della storia, il Centro Ricerche di Storia e Arte vuole prestare la sua voce per gridare l’irrinunciabile valore storico-culturale, oltre che antropologico ed economico, della distesa degli uliveti che abbraccia il centro urbano di Bitonto, di Mariotto e di Palombaio. Le minacce al paesaggio olivetato avanzano con un ritmo che desta preoccupazione e portano nomi diversi, tutti ugualmente temibili. Gli impianti agrovoltaici e gli ecomostri generati dalla transizione ecologica, non meno della infestante xylella, rischiano di devastare il territorio di Bitonto sfigurandolo in modo irreversibile. E a rimanere sfigurato non sarebbe soltanto l’agro, con le irrimediabili conseguenze sul piano economico. Un albero di ulivo in meno è una cicatrice che concorre a sfigurare un intero sistema in cui riconosciamo anche la cattedrale ed il torrione, il palazzo Vulpano e il monastero delle Benedettine, il ponte di Santa Teresa e la via Appia-Traiana, la villa comunale e il museo archeologico, la zona artigianale e l’incommensurabile patrimonio immateriale fatto di lingua, consuetudini stili di vita e di pensiero. Ne riviene l’urgenza di una tempestiva riflessione e di una oculata applicazione di tutti gli strumenti funzionali alla tutela del paesaggio, che è innanzi tutto identità: dalla Convenzione Europea del Paesaggio al D.L. 22 gennaio 2004, fino al Piano Paesaggistico Regionale. In queste parole, nessuna polemica, nessuno schieramento partitico, nessuna dietrologia nostalgica. Solo la constatazione di uno stato emergenziale da monitorare e sanare nelle sedi opportune, da condividere e da gridare. Non un ulivo in meno!

Online “Gocce d’olio” video dedicato al museo della civiltà contadina “Spazi della Memoria”
In occasione della prima edizione di IncantEVOle (19-21 settembre 2025), festival dedicato all’olio extravergine di oliva, e del Premio Ravanas promosso dall’omonima fondazione, il Centro Ricerche di Storia e Arte ha presentato il video “Gocce d’olio”, ora disponibile sul canale YouTube dell’associazione (link diretto). Il filmato valorizza il Museo della Civiltà Contadina “Spazi della Memoria”, ospitato nella chiesa di San Giorgio, sede del sodalizio, che conserva oltre seimila reperti, tra cui numerosi oggetti legati alla storia dell’artigianato locale e dell’oleoartigianato: fiscoli, sacchi di iuta, ceste, ruote per la realizzazione di corde e tanto altro. Il video è realizzato da Michele Cotugno, con un testo a cura di Carmela Minenna, presidente del Centro Ricerche, e Marino Pagano. La voce è di Alex Bartolo. Alla realizzazione hanno collaborato Vincenzo Sannicandro ed Emanuele Bulzis. Hanno contribuito anche Franco Robles, proprietario delle fotografie d’epoca utilizzate nella realizzazione del video, e Damiano Stellacci, per le riprese all’interno del Trappeto del Feudo Gentile. Sempre nell’ambito della tre giorni di IncantEVOle, il Centro ha contribuito anche all’allestimento della mostra “Olio d’artista” nel Torrione Angioino, dedicata a Franco Sannicandro, che ne fu ideatore e curatore, proposta per la prima volta nel 2018 grazie a Vincenzo Sannicandro e alla famiglia dell’artista. Il Museo della civiltà contadina “Spazi della Memoria” è visitabile contattando il Centro Ricerche di Storia e Arte all’indirizzo info@centroricerchebitonto.com

L’architettura vernacolare dei borghi della Piana di Metaponto nell’ultimo libro della collana “Il Grifo”
Dal Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto arriva un nuovo e interessante lavoro destinato ad arricchire la ricerca storiografica locale. Si tratta del libro di Angela Diceglie “I borghi della Piana di Metaponto. L’architettura vernacolare come patrimonio culturale”, nuovo volume della collana “Il Grifo”, fondata nel 1994 da Felice Moretti e Franco Cardini. Collana che negli ultimi anni è rifiorita, con nuove importanti ricerche. Edita da Edipuglia, l’opera presenta e indaga la trasformazione dei modelli edilizi vernacolari caratteristici della Piana di Metaponto, attraverso un’approfondita analisi delle forme architettoniche tradizionali, e mostra come l’architettura vernacolare sia un fenomeno culturale, storico ed ecologico, risultato di un processo collettivo di conoscenza ed evoluzione adattiva, che riflette non solo le condizioni climatiche e geologiche, ma anche le trasformazioni storiche, economiche e sociali di un territorio. L’autrice, Angela Diceglie, è professoressa di Restauro e conservazione dei siti archeologici all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Tra le sue precedenti pubblicazioni, figurano “Paesaggi di Puglia. Conoscere per conservare” (Progedit, 2023); “Il castello di Santo Stefano a Monopoli in Puglia. Archeologia per l’architettura” (Gangemi Editore, 2018); “Madonna di Grottole. La conservazione di un sito archeologico” (Aliante, 2007).

Le pergamene della Biblioteca Rogadeo nel nuovo volume della collana ‘Il Grifo’
Dal Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto arriva un nuovo e interessante lavoro destinato ad arricchire la ricerca storiografica locale. Si tratta del volume “Le pergamene della Biblioteca Comunale Eustachio Rogadeo di Bitonto. Regesti (1204-1420)”, sedicesimo volume della collana “Il Grifo“, fondata nel 1994 da Felice Moretti e Franco Cardini, che rappresenta un passo importante nel recupero e nella valorizzazione di un patrimonio documentale che, altrimenti, rischierebbe di restare nell’ombra. Collana che negli ultimi anni è rifiorita, con nuove importanti ricerche. Il volume, che si avvale di un attento studio e della paziente ricerca negli archivi condotti da Stefano Milillo, Cecilia Minenna e Michele Devanna, oltre che di un valido contributo di Diego de Ceglia, alimenta l’impegno decennale del sodalizio volto a riscoprire e valorizzare le radici profonde della città di Bitonto e dei territori vicini, concentrandosi principalmente sulle pergamene della famiglia Rogadeo, una ricca testimonianza di un periodo storico che ha visto la città di Bitonto fiorire sotto il profilo sociale, economico e culturale. L’opera permette di inserire i documenti storici in una possibilità di analisi e contestualizzazione più ampie sulla storia di Bitonto. I regesti delle pergamene qui pubblicati, risalenti al periodo che va dal 1204 al 1420, sono uno spunto fondamentale per comprendere, non tanto e non solo, la storia di una famiglia ma anche i mutamenti economici e sociali che hanno attraversato la città nel tempo. La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo del Ministero della Cultura (Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali).

Il Centro Ricerche presenta il nuovo numero 117-118 (2024) di Studi Bitontini
Il Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto è lieto di annunciare la pubblicazione del numero 117-118 (2024) della rivista Studi Bitontini, in un anno molto speciale: il 55° anniversario dalla fondazione della rivista (1969-2024). Una ricorrenza che segna la longevità e la vitalità di un progetto editoriale unico nel suo genere, punto di riferimento per studiosi, appassionati e cultori della storia e dell’identità del territorio bitontino e pugliese. Il numero è disponibile presso la sede del Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto (Chiesa di San Giorgio, via Santi Medici 7). Per contatti: www.centroricerchebitonto.com/studi-bitontini-la-nostra-rivista/. Ecco i saggi presenti nel volume: Gianluca Ferrulli, “La Madonna delle Grazie di Cassano delle Murge: un rilievo fiorentino“; Nicola Pice, “Enrico Sappia. Genesi di una ‘Storia della Città di Bitonto’“; Marika Lapolla, Tiziana Moramarco, “La donna nella Grande Guerra: le immagini del Fondo Cotugno della Biblioteca Nazionale di Bari“; Fabio Lusito, “Post-Illuminismo, sperimentazione e cultural heritage: dalle buone pratiche di Gennaro de Gemmis alla Città dei Fiori“. Nella sezione Documenti e Discussioni, invece: Linda Caprioli, Chiara Fenicia, Anthea Martinelli, “Ancora una discussione sulla romanizzazione“; Bruno D’Errico, “Filippo Maria de Saracenis di Giovinazzo, dottore in decretali“; Stefano Milillo, “Di due epigrafi medievali bitontine“; Francesco Quarto, “Scritture nella Causa tra Bari e Bitonto. Una allegazione giuridica del XVI secolo“; Nicola Pice, “Conflitti politici e temperie culturale nel settennio di Tommaso Traetta a San Pietroburgo (1768-1775)“; Eugenia Vantaggiato, “Donato Antonio De Capua e Giovanni Capaldi“. Le recensioni, le schede bibliografiche, la sezione Notizie ed Eventi, con la Vita del Centro, chiudono, come di consueto, il volume.
Tutte le notizie riguardanti il Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto è un’associazione culturale nata nel 1968. Da oltre cinquanta anni, si occupa della ricerca, dello studio, della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico, architettonico, demoetnoantropologico, musicale e ambientale del territorio di Bitonto e non solo.
ALTRE NOTIZIE
Il nostro scopo è quello di conoscere noi stessi, di vedere come i nostri concittadini si siano espressi nella storia, quale civiltà essi abbiano apportato, come possano ancora influire su di noi o essere da stimolo per migliori conquiste.
Fu così che scrisse Stefano Milillo nell’introdurre, nel 1969, la rivista semestrale «Studi bitontini» attraverso la quale l’associazione promuove la diffusione dei risultati delle sue ricerche e dei suoi studi. La divulgazione, infatti, è tra i motivi che portarono alla nascita del sodalizio. Sin dalla nostra fondazione.
Il nostro è un compito di ricerca, di studio e, per conseguenza, di divulgazione, attraverso opportuni organi, di tutto quello che può essere utile alla conoscenza dei valori artistici e culturali che si sono affermati nel nostro territorio nel corso dei secoli
Il Centro Ricerche di Storia e Arte ha fondato e dirige la biblioteca “Donato Antonio De Capua” che raccoglie più di 4000 volumi tra storia, arte, archeologia e musica, una ricchissima fototeca e una sezione di tesi di laurea inerenti il patrimonio culturale di Bitonto. Ha costituito e allestito il nucleo del Museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari “Spazi della memoria” attualmente in fase di catalogazione e di sistemazione museale.
Collabora, inoltre, con altri soggetti no profit locali in attività di salvaguardia del patrimonio storico bitontino, occupandosi di promuoverne la conoscenza tra un pubblico non solo accademico e specialistico. Partecipa con istituzioni pubbliche e private, con enti no profit e associazioni locali a bandi regionali e comunitari.
