
Erano state destinate alla chiesa di San Giorgio quando il parroco Giuseppe Carlo Minnuto, nel 1733, commissionò ad una bottega napoletana le teste lignee dei Santi Medici Cosma e Damiano.
Appena tre anni di venerazione nella chiesa di San Giorgio, dal 1733 al 1736, sarebbero stati sufficienti a lanciare un fenomeno devozionale di vasta portata e a consolidare una storia cultuale che nemmeno la morte del parroco committente e il successivo affido delle immagini agli spazi privati della famiglia Minnuto avrebbero potuto compromettere. A nulla sarebbe servita neppure la traslazione delle immagini nella parrocchia di Santa Caterina per volontà dell’erede Francesco Minnuto: era l’anno 1766. L’esperienza processuale che nel 1827 riconosce a San Giorgio e non a Santa Caterina la legittimità del culto mediceo viene a sancire una situazione di fatto che al popolo già appartiene perché questa ‘storia devozionale’ inizia e appartiene alla chiesa di San Giorgio.
Anche quest’anno la chiesa di San Giorgio torna ad essere la chiesa dei Santi Medici e a rinnovarne la memoria è il Centro Ricerche di Storia e Arte, attuale concessionario degli ambienti di pertinenza della sede cultuale. In occasione dell’ottobre mediceo, a partire da giovedì 15 ottobre alle 19, sarà possibile visitare l’altare devozionale allestito nel vestibolo della chiesa di San Giorgio ad iniziativa del Centro Ricerche di Storia e Arte; domenica 18 ottobre, durante l’intorciata (ore 12.45 circa) le immagini dei santi saranno incensate al cospetto della stessa chiesa che ha promosso la genesi di questo grande fenomeno di fede e di identità; mercoledì 21 ottobre il vicario don Marino Cutrone celebrerà la Santa Messa nello slargo antistante la chiesa di San Giorgio.
Esigenze di memoria e di culto, ma anche di tutela del patrimonio storico artistico, rendono ormai indifferibile l’urgenza della riapertura di San Giorgio, spazio di fede e di arte, spazio di memoria e di identità, spazio dei Santi Medici.

